Nella dichiarazione pubblicata il 15 ottobre 2026, il CICR presenta la giurisdizione universale come uno strumento contro l’impunità per crimini commessi anche fuori dal territorio dello Stato che procede. L’intervento è attribuito alla consulente giuridica Andrea Raab-Gray, nell’ambito dell’81ª sessione dell’Assemblea generale ONU.
Il CICR distingue l’obbligo di predisporre la giurisdizione nazionale per determinate infrazioni gravi alle Convenzioni di Ginevra e al Primo Protocollo aggiuntivo dalla possibilità, prevista dal diritto consuetudinario secondo la dichiarazione, di estenderla ad altre gravi violazioni. Richiama inoltre cooperazione tra Stati, imparzialità e adeguate capacità investigative. La fonte letta integralmente è la dichiarazione: non documenta l’adozione di nuove regole né decide un caso concreto.
Lettura operativa dello Studio: prima di presentare una vicenda come perseguibile in qualsiasi Paese, occorre ricostruire il collegamento tra fatti, disciplina applicabile e competenza dell’autorità nazionale. Una scheda di lavoro può separare qualificazioni ancora da verificare, documenti disponibili e condizioni procedurali da approfondire con i professionisti della giurisdizione interessata. Il richiamo istituzionale alla lotta contro l’impunità non sostituisce questi passaggi e non consente di attribuire responsabilità a persone o imprese.
In pratica
Distinguere il principio internazionale dalla sua applicazione nel singolo ordinamento e nel singolo procedimento.