Il 22 settembre la Commissione europea ha illustrato la riforma del codice doganale dell’Unione. Secondo la comunicazione istituzionale, il regolamento è stato pubblicato il 19 settembre 2026 e l’attuazione dei diversi strumenti avverrà per fasi. Pubblicazione, entrata in vigore delle singole disposizioni e disponibilità effettiva dei nuovi sistemi non vanno confuse.
La riforma prevede un’autorità doganale europea e un’infrastruttura comune per i dati. Per le imprese che importano o esportano, il punto da seguire è il passaggio verso un’interfaccia più unificata e una maggiore tracciabilità delle informazioni. La Commissione indica per il Data Hub l’operatività relativa al commercio elettronico da luglio 2028 e per gli altri flussi entro il 2031.
A mio avviso, una prima mossa ragionevole per un’impresa è mappare la documentazione doganale, i ruoli degli importatori e i fornitori che gestiscono i flussi. Questo non equivale a cambiare subito tutte le procedure: le scadenze dei singoli obblighi vanno verificate nel testo ufficiale e negli atti attuativi prima di intervenire.
In pratica
Inventariare flussi import/export e responsabilità documentali; verificare nel testo ufficiale la decorrenza delle misure applicabili alla propria attività.