La Supreme Court del Regno Unito ha concesso il 2 novembre 2026 il permesso di appello in CCDM Holdings LLC e altri v Republic of India, causa UKSC/2026/0132; la scheda ufficiale è stata aggiornata il 4 novembre. La questione ammessa riguarda un punto preliminare: se la ratifica dell’articolo III della Convenzione di New York del 1958 sul riconoscimento e l’esecuzione dei lodi arbitrali costituisca, per il diritto britannico, una rinuncia per trattato all’immunità dello Stato ai sensi della section 2 dello State Immunity Act 1978.
Il procedimento nasce dal tentativo degli appellanti di far eseguire nel Regno Unito lodi arbitrali pronunciati contro l’India nell’ambito del trattato bilaterale sugli investimenti tra Mauritius e India. La pagina della Supreme Court riferisce che Sir William Blair, giudice della High Court, aveva deciso il punto preliminare in favore dell’India: poiché l’articolo III rinvia alle regole di procedura del territorio in cui il lodo è invocato e l’immunità statale è considerata una regola processuale nel diritto inglese e internazionale, la Convenzione avrebbe preservato l’immunità. La Court of Appeal, con Phillips LJ e l’accordo di Lewison e Newey LJJ, ha respinto l’appello.
La decisione del 2 novembre non annulla questi esiti e non rende i lodi eseguibili. Lord Briggs, Lord Hamblen e Lord Leggatt hanno soltanto autorizzato l’ulteriore appello; la fonte ufficiale non indica ancora una data di udienza né contiene motivazioni sul merito. Restano quindi aperti sia il significato dell’articolo III della Convenzione rispetto alla section 2 dello State Immunity Act, sia le conseguenze che la futura sentenza potrà avere nel procedimento di enforcement.
La giurisdizione immediatamente coinvolta è quella del Regno Unito e il quesito riguarda il rapporto tra una convenzione internazionale e la disciplina britannica dell’immunità. Il permesso di appello non prova una regola identica negli altri Stati parte della Convenzione di New York e non accerta responsabilità dell’India, validità sostanziale dei lodi o disponibilità di beni aggredibili. Questi profili richiedono basi giuridiche e verifiche distinte.
Lettura operativa dello Studio: nei contratti e negli investimenti che coinvolgono Stati o enti pubblici, la clausola arbitrale, il consenso al trattato, l’immunità dalla giurisdizione e l’immunità dall’esecuzione devono essere analizzati separatamente per ciascun ordinamento in cui si cerca tutela. In attesa della sentenza, è prudente non trattare la sola ratifica della Convenzione di New York come rinuncia automaticamente sufficiente: occorre verificare testo del consenso, legge sull’immunità, precedenti locali, sede dell’arbitrato e beni rispetto ai quali si ipotizza l’esecuzione.
In pratica
Il permesso di appello apre il giudizio ma non decide l’immunità né l’esecuzione dei lodi: consenso arbitrale, rinuncia alla giurisdizione e possibilità di esecuzione restano verifiche distinte. Luigi Palma · Palma Studio.