PALMA STUDIO

GOVERNI E IMPRESE · MERCATI INTERNAZIONALI

Australia: confermata l’anti-elusione sulla perdita infragruppo, annullato il recupero sul debt forgiveness

La High Court conferma la cancellazione di una perdita di capitale da 56,6 milioni di dollari australiani generata da una vendita interna al gruppo. A maggioranza esclude però il distinto accertamento personale fondato sul dividend stripping per la remissione di circa 54 milioni di debiti.

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Il 4 novembre 2026 la High Court of Australia ha deciso congiuntamente due appelli relativi a operazioni del Merchant Group nell’esercizio 2015. Il Merchant Family Trust aveva venduto azioni di Billabong International a un fondo pensione autogestito dello stesso gruppo, realizzando una perdita di capitale di 56.561.940 dollari australiani. In vista della vendita a un terzo di Plantic Technologies, altre società del gruppo avevano inoltre rinunciato, senza corrispettivo, a crediti verso Plantic per circa 54 milioni di dollari australiani; la vendita di Plantic aveva prodotto una plusvalenza di circa 85 milioni.

Il Commissioner of Taxation aveva trattato la vendita delle azioni Billabong come uno schema diretto principalmente a ottenere un beneficio fiscale ai sensi della sezione 177D dell’Income Tax Assessment Act 1936 (Cth), cancellando la perdita utilizzata per compensare la plusvalenza. La High Court ha respinto l’appello contro questo primo intervento. Le motivazioni valorizzano l’assenza di una necessità finanziaria documentata, l’incompatibilità dell’acquisto con la strategia d’investimento del fondo e il mantenimento del controllo economico all’interno del gruppo. La maggioranza descrive quindi l’operazione come spiegabile soprattutto attraverso il risultato fiscale, non come una normale cessione a un terzo indipendente.

Un secondo accertamento aveva incluso nel reddito personale di Gordon Merchant 54.407.000 dollari australiani, ritenendo la remissione dei debiti uno schema con effetti sostanzialmente equivalenti al dividend stripping ai sensi della sezione 177E. Su questo punto la Corte si è divisa. I giudici Gordon, Edelman, Steward e Gleeson hanno respinto l’appello del Commissioner e accolto il cross-appeal di Merchant; il Chief Justice Gageler e i giudici Jagot e Beech-Jones avrebbero invece ripristinato l’impostazione del giudice di primo grado favorevole all’amministrazione fiscale.

Per la maggioranza di quattro giudici, il dividend stripping ha un significato giuridico storicamente determinato e la clausola sugli effetti sostanzialmente equivalenti non trasforma la sezione 177E in una seconda norma generale anti-elusione. Nelle operazioni esaminate non erano presenti caratteristiche essenziali del modello: le azioni delle società creditrici non erano state vendute, Merchant ne era rimasto azionista e i loro utili non erano stati convertiti direttamente in capitale. Inoltre, dopo la conferma della cancellazione della perdita Billabong, la plusvalenza Plantic risultava comunque assoggettata a imposizione nel gruppo; mantenere anche l’accertamento personale avrebbe prodotto la sovrapposizione economica contestata dalla maggioranza.

I tre giudici di minoranza hanno adottato una lettura più ampia. A loro avviso, la remissione dei debiti, la vendita di Plantic e il progetto di compensazione con la perdita erano parti coordinate di uno schema il cui scopo dominante era consentire l’accesso al valore con un’imposizione sostanzialmente inferiore rispetto a dividendi ordinari. La divergenza non modifica gli ordini finali: l’accertamento sulla perdita infragruppo resta confermato, mentre la decisione sull’obiezione relativa al debt forgiveness è annullata e rinviata al Commissioner per il ricalcolo conforme alle motivazioni della maggioranza.

Lettura operativa dello Studio: nelle riorganizzazioni australiane di gruppi, la presenza di una cessione formalmente valida non impedisce l’esame dello scopo dominante quando proprietà economica, tempi, documenti e alternative commerciali indicano che la perdita è stata costruita soprattutto per compensare una plusvalenza. La decisione mostra però anche che i diversi strumenti anti-elusione non sono intercambiabili: occorre identificare con precisione soggetti, società bersaglio, flussi di valore e conseguenze fiscali di ciascun passaggio, evitando accertamenti sovrapposti. La pronuncia riguarda il diritto federale australiano e non determina il trattamento di strutture italiane o di altri ordinamenti.

In pratica

Operazioni infragruppo, perdite di capitale e remissioni di debiti vanno analizzate per scopo, sostanza e specifica norma anti-elusione: la High Court conferma un intervento ma ne annulla un altro, senza assimilare automaticamente ogni trasferimento di valore al dividend stripping. Luigi Palma · Palma Studio.

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