PALMA STUDIO

CRISI D’IMPRESA · MERCATI INTERNAZIONALI

Ristrutturazione in Australia: nuovo accordo senza liquidazione automatica

La Federal Court consente agli amministratori di proporre un DOCA sostitutivo: l’accordo conserva i pagamenti attesi, ma richiede ancora il voto dei creditori e la sua effettiva entrata in vigore.

Continua a esplorare

Il 6 novembre 2026 la Federal Court of Australia ha accolto la domanda degli amministratori dell’accordo di New Emerald Energy Pty Ltd. La Corte ha dichiarato giustificata la proposta ai creditori di un nuovo deed of company arrangement, o DOCA, e ha disposto che la sostituzione del precedente accordo non produca automaticamente la liquidazione della società. Gli ordini operano però a condizioni precise: i creditori devono deliberare la cessazione del DOCA esistente e l’adesione al nuovo, che deve poi essere sottoscritto ed entrare in vigore.

La decisione ricostruisce una procedura iniziata nel giugno 2024. Dalmore Holdings, proponente dell’accordo esistente, non aveva rispettato alcuni obblighi di pagamento e aveva richiesto più proroghe. Nell’aprile 2026 gli amministratori avevano concluso che Dalmore non era in grado di adempiere, anche perché non aveva ottenuto dai creditori garantiti la liberazione delle garanzie richiesta dall’accordo. Un terzo soggetto, Indian Ocean Capital, ha quindi proposto un DOCA sostitutivo su termini materialmente equivalenti, assumendo gli obblighi futuri ancora da eseguire.

Il giudice Jackman ha ritenuto appropriati gli ordini perché il precedente accordo non aveva una ragionevole prospettiva di completamento e la sua cessazione avrebbe condotto alla liquidazione automatica. Il nuovo DOCA mantiene invece i pagamenti attesi a favore dei creditori ed è coerente con gli obiettivi della parte 5.3A del Corporations Act 2001. Gli amministratori avevano inoltre riferito che, in una liquidazione, non vi sarebbe stata prospettiva di distribuzione ai creditori. La Corte non ha però sostituito il voto dei creditori: ha predisposto il passaggio procedurale che consente loro di valutare la proposta alternativa.

Gli ordini impongono anche la comunicazione ai creditori mediante pubblicazione sul sito degli amministratori ed email o posta. Chi dimostri un interesse sufficiente può chiedere la modifica o la revoca degli ordini con ragionevole preavviso. La fonte ufficiale contiene nove paragrafi di motivazione ed è una decisione della giurisdizione federale australiana; non stabilisce la disciplina di una ristrutturazione italiana o europea e non prova che il nuovo accordo sia già stato approvato o completato.

Lettura operativa dello Studio: quando un proponente non riesce più a eseguire un accordo di ristrutturazione, occorre distinguere la modifica del piano, la sostituzione del soggetto finanziatore e gli effetti procedurali della cessazione dell’accordo precedente. Prima di presentare una soluzione alternativa, è utile documentare condizioni già adempiute, obblighi residui, trattamento dei creditori, garanzie, fonte dei nuovi fondi e conseguenze dello scenario liquidatorio. L’autorizzazione giudiziale non elimina i passaggi ancora richiesti né consente di presentare come conclusa un’operazione che dipende dal voto dei creditori e dall’effettiva esecuzione del nuovo accordo.

In pratica

Nelle ristrutturazioni, separare sempre autorizzazione giudiziale, voto dei creditori, sottoscrizione ed esecuzione: la continuità dipende dalla sequenza documentata, non dal solo annuncio di un nuovo accordo. Luigi Palma · Palma Studio.

DAL TEMA AL TUO CASO

Diritto societario: imprese, soci e operazioni

Consulenza societaria, governance, fusioni e acquisizioni: organizziamo documenti e due diligence con i professionisti competenti.

Esplora l’area di attività
Parliamone

DA UNA DOMANDA A UNA SCELTA

Prima di decidere, approfondisci.

Tutte le guide pratiche