Il 6 novembre 2026 Claudia Buch, presidente del Consiglio di vigilanza della BCE, e Dominique Laboureix, presidente del Comitato di risoluzione unico, hanno pubblicato un intervento congiunto sul completamento dell’unione bancaria. Il testo si colloca nel confronto aperto dalla comunicazione della Commissione europea del 17 luglio sulla competitività del settore e guarda al pacchetto di misure annunciato per il primo trimestre 2027. La pubblicazione è un contributo istituzionale al dibattito: non contiene un atto adottato, una proposta legislativa né una decisione rivolta a singoli intermediari.
I due presidenti sostengono la riduzione della complessità non necessaria, ma fissano tre limiti: la semplificazione non dovrebbe indebolire la capacità delle banche di assorbire shock; non dovrebbe allontanare l’Unione dagli standard internazionali; non dovrebbe confondere i mandati distinti di vigilanza microprudenziale, autorità macroprudenziali e autorità di risoluzione. Il testo segnala anche attività amministrative già rese più coordinate, tra cui richieste di dati e pianificazione delle ispezioni, raccolta settimanale dei dati di liquidità su una piattaforma comune e tempi più brevi per alcune autorizzazioni su fondi propri e rimborso anticipato del MREL.
Sul piano dell’integrazione, l’intervento individua tre priorità. La prima è un quadro europeo comune di assicurazione dei depositi, oggi ancora organizzata attraverso sistemi nazionali nonostante l’armonizzazione delle tutele. La seconda è una circolazione più efficiente di capitale e liquidità nei gruppi bancari transfrontalieri, accompagnata da garanzie prudenziali, di vigilanza e di risoluzione e da accordi infragruppo credibili. La terza è un meccanismo affidabile di liquidità durante e subito dopo la risoluzione, quando anche un ente ricapitalizzato può subire deflussi o incontrare difficoltà di finanziamento sul mercato.
La fonte non annuncia l’immediata disponibilità di queste soluzioni. Ricorda che le esenzioni su capitale e liquidità sono oggi possibili all’interno di un singolo Stato, mentre oltre frontiera sono previste soltanto esenzioni di liquidità e risultano poco utilizzate. Le raccomandazioni chiedono quindi al legislatore di costruire un insieme coerente di integrazione e salvaguardie. Fino all’adozione di eventuali nuove norme restano applicabili la disciplina vigente, i piani di risanamento e risoluzione e i poteri di intervento delle autorità competenti.
Lettura operativa dello Studio: per i gruppi bancari e per le imprese che dipendono da finanziamenti transfrontalieri, il documento è soprattutto una mappa delle questioni da monitorare nel pacchetto 2027. Conviene distinguere la semplificazione delle procedure dalle modifiche ai requisiti sostanziali e censire, per ciascuna entità del gruppo, vincoli alla mobilità di capitale e liquidità, accordi di sostegno, dipendenze operative e fabbisogni in scenari di crisi. Nessun processo interno va considerato già modificato sulla sola base del blog: l’impatto dipenderà dai futuri testi legislativi, dal loro ambito e dalle decorrenze effettive.
In pratica
Le tre priorità indicate da BCE e SRB orientano il prossimo cantiere europeo, ma non cambiano oggi gli obblighi: integrazione e semplificazione dovranno essere tradotte in testi adottati, garanzie e date applicative verificabili. Luigi Palma · Palma Studio.
