Il 5 novembre 2026 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha pubblicato la sentenza di Camera Gandzyuk e altri c. Ucraina. Kateryna Gandzyuk, consigliera comunale di Kherson, funzionaria pubblica e attivista anticorruzione, era stata aggredita con acido solforico vicino alla propria abitazione il 31 luglio 2018 ed era morta il 4 novembre successivo per insufficienza multiorgano causata dalle ustioni. Il ricorso è stato presentato dai genitori e dal compagno. Il comunicato del Cancelliere riferisce che cinque partecipanti avevano concluso accordi di ammissione della colpa, approvati il 6 giugno 2019, e che un’ulteriore condanna per occultamento era intervenuta nel 2020.
Il 26 giugno 2023 due persone erano state condannate in primo grado a dieci anni di reclusione per avere organizzato l’inflizione intenzionale di gravi lesioni; i relativi appelli risultano ancora pendenti. Questa fase deve restare distinta dalla decisione di Strasburgo: la CEDU ha valutato la responsabilità dello Stato ai sensi della Convenzione, non la responsabilità penale individuale degli imputati. Sulla base di inferenze forti, chiare e concordanti, la Camera ha ritenuto provato un nesso funzionale tra l’attacco e l’esercizio o l’abuso di pubblici poteri, sufficiente a impegnare direttamente la responsabilità convenzionale dell’Ucraina per la violazione sostanziale dell’articolo 2.
Sul versante procedurale dell’articolo 2, la Corte ha riconosciuto che l’indagine aveva prodotto risultati rilevanti, ma ha rilevato che non erano state perseguite con sufficiente completezza e diligenza le piste relative ad altri possibili mandanti, anche per carenze di coordinamento e periodi prolungati senza progressi tangibili. Ha inoltre accertato una violazione dell’articolo 10: l’aggressione costituiva un’interferenza estrema con l’attività di una public watchdog e aveva un grave effetto dissuasivo su giornalisti, attivisti e dibattito della società civile su corruzione e abuso di potere. La Camera ha riconosciuto 40.000 euro congiuntamente ai genitori, 40.000 euro al compagno e 4.000 euro per costi e spese.
Lettura operativa dello Studio: per organizzazioni pubbliche e private, programmi di compliance, segnalazioni e rapporti con attivisti o giornalisti richiedono misure effettive contro le ritorsioni e una conservazione ordinata delle prove. In presenza di violenza o minacce, non basta ricostruire gli esecutori materiali: competenze investigative, coordinamento, flussi economici, contatti e possibili livelli decisionali devono essere esaminati senza sovrapporre la responsabilità convenzionale dello Stato all’accertamento penale delle singole persone. La sentenza riguarda l’Ucraina e il suo specifico quadro probatorio; non trasforma automaticamente ogni carenza di compliance o ogni procedimento pendente in una violazione della Convenzione.
In pratica
La protezione dei public watchdog richiede prevenzione delle ritorsioni e indagini capaci di risalire oltre gli esecutori materiali, mantenendo separati responsabilità statale e giudizi penali individuali. Luigi Palma · Palma Studio.